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Chi Siamo:
La Libera
Associazione Genitori nasce nel 1982 ed opera nel campo delle
dipendenze.
A partire dal
1996 inizia ad impegnarsi nei progetti di politiche giovanili.
La L.A.G. oggi
rappresenta, la fusione di due anime: quella della cura e quella della
promozione al benessere.
Da sempre e per
scelta opera in collaborazione con gli enti ausiliari, Ser.T., Servizi
sociali e Enti locali.
La storia della
L.A.G. è legata al territorio, principale interlocutore di questi anni in cui
abbiamo sostenuto l'importanza e l'interesse che le città e i quartieri
diventino laboratori di dialogo e non contesti in cui le persone vivono in
solitudine e lontananza.
Dagli anni '90 la L.A.G. fa parte ed è fortemente impegnata nel
C.N.C.A. - Coordinamento
Nazionale Comunità d'Accoglienza.
Il
C.N.C.A. è una
federazione che accoglie 270 gruppi, distribuiti sul territorio nazionale e
propone itinerari educativi, formativi, culturali e di impegno politico per
contribuire a costruire giustizia sociale.
Il
C.N.C.A.
ha definito come mission l'impegno di essere parte attiva e viva nella
storia del Paese, del territorio con risorse e problemi in collaborazione
con quanti vogliono essere presenti e parte di una rete più ampia da
realizzare e inventare insieme.
Il 26 Giugno 2003 La L.A.G.
Associazione da vita alla L.A.G. Cooperativa Sociale a r.l.
I Punti Fondanti:
L'individuo come
principio e valore, autore in prima persona del proprio pensare e del
proprio agire.
La comunità è
fondata su una convivenza di individui e il bene comune coincide con il
senso stesso di una comunità aperta e pluralistica.
Riconoscere i
diritti umani e civili di ogni persona, accogliendo la storia e la vita di
una persona più che il suo problema.
Le basi teoriche e culturali:
La nostra idea
è che è importante investire sulla costruzione di relazioni che portino a
ragionare in modo ampio, esplicitando una comune volontà di crescita,
come individui e come comunità, alla ricerca delle possibili soluzioni
alle aspirazioni e ai bisogni individuali e collettivi.
Impegnarci a
vedere e rivedere i problemi sì dentro un contesto , ma anche dentro un
cornice sociale, culturale, politica al punto che lo stesso lavoro risulta
inserito in una prospettiva, nell’ottica di lavorare per un certo tipo di
uomo e per un certo tipo di società.
In questo senso
l’attività di questi anni ha puntato alla costruzione di contesti di
dialogo, di laboratori di significati, all’interno dei quali confrontare i
diversi punti di vista e i diversi saperi.
il dialogo
richiede ad ognuno di noi di coltivare il gusto dello stupore rispetto a
ciò che l’altro dirà, ai linguaggi fatti di parole ma anche di suoni, di
urla e di silenzi, che se vogliamo possono riempire le distanze
relazionali, generazionali, culturali, modificando il concetto di sentire
con l’ascoltare, quello del parlare con il comunicare quello del vedere
con il guardare.
Staff:
n°1 direttore.
n°1 responsabile programmi. n°4 psicologi.
n°10 educatori. n°2 operatori
politiche giovanili. n°1 medico.
n°2 personale amministrativo.
n°4 volontari servizio civile nazionale.
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>> Dipendenze
>> Educazione al benessere
>>
Attività Culturali
>> Formazione
>> Servizio Civile
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“Se tu penserai, se giudicherai da buon
borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se giudicherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo”
Fabrizio De andrè, “La città vecchia”
“…Muore lentamente chi distrugge l’amor
proprio
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi della propria
sfortuna
o della pioggia incessante…”
Pablo Neruda, “Lentamente muore”
“…Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno…”
Primo
Levi, “Se questo è un uomo”
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