L’esperienza del video non
è nuova poiché abbiamo già prodotto “Tutti i giorni” nel 2002 e
“Faccio come te” nel 2003.
Ma "nonsolosalah" ha aperto
per noi nuove riflessioni, poichè abbiamo chiesto ad alcuni, presenti e
non questa sera, di visionare il film prima di questa visione pubblica.
L’aspetto di novità emerso è la molteplicità di pareri positivi e
negativi, l’alternanza di impatti emotivi suscitati, le differenti
valutazioni di pregio e di forte criticità.
Per noi è stato comunque un accogliere a piene mani
questo mondo, ristretto in un limitato territorio, in cui però più sguardi
si sono incontrati e scontrati, e questo restituisce, comunque, una
risorsa e una ricchezza relazionale e culturale.
Ringraziamo i ragazzi che
compaiono nel video, il regista Cristian Caiumi per la sensibilità con cui
ha saputo intrecciare le immagini di vita del gruppo e l'operatore che ha
contattato i ragazzi. Questo lavoro nasce all’interno delle attività della
L.A.G. sulle politiche giovanili intese come accompagnamento dei giovani,
lungo alcuni tratti di quel percorso di crescita che li porterà ad essere
cittadini.
Il lavoro di questi anni
ci ha permesso di compiere un passaggio importante che ci ha portato dalla
prevenzione del disagio, alla promozione della salute,
all’educazione al benessere, coinvolgendo la popolazione, non solo i
gruppi, nel suo contesto di vita. In questa ottica il lavoro con i ragazzi
diventa uno scambio relazionale volto a creare contesti di benessere nel
territorio di appartenenza, considerando i giovani come un bacino di
popolazione con risorse e capacità, interlocutori del presente, non solo
portatori di bisogni ma anche detentori di diritti.
Come appare chiaramente dal video non è in gioco il nodo dell’integrazione
tra ragazzi ma vi è una grossa difficoltà di integrazione tra giovani e
adulti.
Ogni
volta che riguardiamo il documentario per noi è rivivere il contatto con i
giovani che hanno partecipato è risentire l’impegno nel costruire insieme
qualcosa di genuino, spontaneo, ma con al consapevolezza di qualcosa di
serio e importante che l’ha reso, per noi, degno di poterlo proporre.