Progetto Giovani  -  1997 / 2000

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1997

Nel 1997 si è costituito un tavolo da parte dell'Ente locale della L.A.G. e del Ser.T per progettare interventi nell'ambito della prevenzione.

 

1998 - 1° Anno - Progetto intercomunale di prevenzione...

Nel corso del 1998 è stato avviato in cinque Comuni del nostro territorio – Vignola, Castelvetro, Castelnuovo Rangone, Spilamberto, Savignano sul Panaro – il “Progetto intercomunale di prevenzione delle condotte di dipendenza nei gruppi adolescenziali”, finanziato dal Fondo Nazionale per gli Interventi di Lotta alla Droga – Regione Emilia Romagna, in collaborazione con il  Ser.T. di Vignola.

Il progetto :

"L’intervento di prevenzione di questo progetto è orientato non tanto dall'’idea di ridurre il disagio quanto da quella di favorire l’agio,  cioè di incidere soprattutto sulla promozione del benessere in particolar modo della popolazione giovanile. A tale scopo appare indispensabile conoscere la situazione iniziale ovvero gli adolescenti che vivono nei nostri territori."

Gli obiettivi :

Capire come i ragazzi stanno insieme, quali attività e abitudini hanno, i loro valori, le loro trasgressioni e le relazioni con il mondo che li circonda.

Raccogliere le aspettative tra i ragazzi rispetto ai cambiamenti e alle condizioni che possono costruire il loro benessere.

Modalità d'intervento :

Nel 1998 si è svolta la prima parte del progetto, costituita dall’incontro con i gruppi adolescenziali del territorio, allo scopo di conoscere i ragazzi e le loro aspettative. La raccolta di opinioni, percezioni, problemi e proposte è avvenuta attraverso una Intervista semi-strutturata, tenuta con l’insieme del gruppo e condotta sulla base di una traccia di domande aperte. Questa modalità ha consentito di creare con i gruppi un rapporto diretto di scambio e di approfondire quegli argomenti che i ragazzi sentivano più importanti.

I dati raccolti attraverso le interviste hanno fornito un quadro di riferimento in relazione a come stanno insieme i ragazzi, quali sono le attività e i valori che li caratterizzano, il loro atteggiamento nei confronti dell’abuso di sostanze, il loro rapporto con la scuola o il lavoro, con gli altri gruppi giovanili e con il mondo degli adulti.

In modo particolare dalle interviste è emerso che i bisogni espressi e le richieste rispetto a ciò che i ragazzi desiderano per sé stessi sono spesso correlati a esigenze strutturali: locali per fare feste, musica da ascoltare o da suonare, cinema, discoteca oppure spazi dove svolgere attività sportive.

  1. Non esprimono il desiderio di gestire direttamente tali iniziative, vorrebbero nella maggior parte dei casi che altri se ne occupassero per loro. Sicuramente i bisogni sono più pressanti nei periodi invernali, quando è più sentita la necessità di nuove opportunità, la monotonia e la voglia di evadere.
     

  2. In direzione diversa troviamo alcuni gruppi che presentano molta voglia di fare, che sono caratterizzati da interessi diversi, spesso anche di carattere sociale e comunitario, che li portano a voler costruire qualcosa per sé e per gli altri. Si osserva come l’opportunità di aggregarsi in spazi posti a loro disposizione e la presenza di supporti e stimoli di tipo organizzativo, anche adulto, portano questi gruppi ad essere protagonisti nell’eseguire iniziative e attività di loro interesse.
     

  3. Non è facile per gli adolescenti che crescono rapportarsi con il mondo adulto in generale. Accanto alla necessità di avere dei supporti organizzativi, i ragazzi manifestano la difficoltà di porsi in relazione con le associazioni e le istituzioni presenti; queste ultime sono vissute come chiuse e difficili per gli adolescenti. In particolare la conoscenza dei servizi e delle risorse disponibili non è frequentemente presente tra i giovani intervistati, ma là dove i servizi sono conosciuti i giudizi sono favorevoli e i ragazzi, soprattutto i più adulti, dimostrano di aver utilizzato queste opportunità. Tali considerazioni ci consentono di individuare, tra gli interventi da fare, anche quello di rendere più visibili e fruibili tali servizi.

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1999 - 2° Anno - Dai bisogni al lavoro sul territorio con i gruppi...

Gli obiettivi :

Verificare l'esistenza delle condizioni necessarie per poter lavorare con i ragazzi e renderli parte integrante del processo di cambiamento.

Migliorare le opportunità d’aggregazione tra i giovani, riducendo il malessere e la noia spesso presente tra gli adolescenti.

Monitorare e sostenere i gruppi più a rischio di devianza nell ‘uso di sostanze.

Dare un ruolo più attivo ai gruppi nella realizzazione soluzione dei loro bisogni.

Modalità d'intervento :

Abbiamo puntato al coinvolgimento attivo dei gruppi adolescenziali per cercare di rispondere ai bisogni espressi nella precedente fase di rilevazione da parte degli adolescenti, e costruire un rapporto di fiducia e collaborazione con queste realtà.

Inoltre abbiamo proseguito nell’attività di consulenza e sostegno ai gruppi d’adolescenti nell’ambito del tempo libero.

Si sono costruiti rapporti di fiducia e collaborazione con i ragazzi nei gruppi, grazie anche al lavoro di consulenza precedentemente indicato.

Attività di promozione e conoscenza rivolte al mondo adulto :

Dovendo lavorare con una popolazione giovane quale quella adolescenziale è importante che il programma svolto venga condiviso da quel mondo adulto che è direttamente coinvolto nelle attività educative e di crescita di questi ragazzi come lo sono i genitori, i volontari, gli allenatori, gli insegnanti, et altri.

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2000  - 3° Anno - Dal lavoro sul territorio al servizio per i gruppi...

A tale scopo si è dato vita ai Punti giovani rivolti alla popolazione adolescenziale.

Modalità d'intervento :

Accanto alla volontà di far fronte alle difficoltà e ai limiti emersi, esiste anche il desiderio di dare un ruolo più attivo ai gruppi nella realizzazione e soluzione dei loro bisogni.

E’ per noi  possibile raggiungere una soluzione attraverso la creazione di una figura a disposizione nei Comuni: il “Mediatore di Età”.

Tale figura ha il compito di raccogliere e promuovere iniziative tra i gruppi di adolescenti, mettendo a disposizione i supporti organizzativi necessari per un loro coinvolgimento attivo, utile a soddisfare i bisogni di aggregazione e l’occupazione del tempo libero. Inoltre ha l’opportunità di informare e facilitare l’accesso ai servizi rivolti ai giovani presenti sul territorio e alle risorse disponibili e di mediare il contatto tra i gruppi e le associazioni o gli enti, per la realizzazione di attività comuni. Il Mediatore di Età ha la possibilità di creare punti di contatto tra i gruppi entro i Comuni di appartenenza e con altri del territorio, allo scopo sia di metterli a confronto su obiettivi simili e aiutarsi nella loro realizzazione, sia di aumentare la comunicazione tra i gruppi. A tal fine si rende necessario mantenere i rapporti con i gruppi già incontrati e continuare la conoscenza dei nuclei presenti non ancora incontrati.

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